Noi e il XXI Sec.

Viviamo in anni strani e paradossali.

Da una parte siamo all’apice della civiltà umana, con un benessere materiale mai visto prima, un villaggio globale che coinvolge 7 miliardi di persone e un’innovazione tecnologica in continua crescita ed espansione.

Dall’altra parte però i pericoli di auto-distruzione non sono mai stati così elevati, fra tensioni geopolitiche, bolle finanziarie, disastri ambientali e potenziali minacce tecnologiche.

Eppure il pericolo non è realmente percepito…

Certo, ci sono continue notizie sulla stampa. Ci sono gli appelli degli attivisti e degli scienziati. Ma non c’è una reale mobilitazione globale. Una reale presa di coscienza dell’umanità.

Il Sistema è diventato talmente vasto, esteso, potente e potenzialmente infinito da aver paralizzato il controllo umano. Anzi, in un certo senso lo ha annullato.

Ma di fronte a questo spettacolo inquietante non si può rimanere attoniti in silenzio.

Al contrario, servono analisi per intrecciare le varie evoluzioni e crisi del nostro modello di sviluppo.

Servono analisi che vanno oltre il singolo esperto di settore, che sa tutto della sua microbolla lavorativa, ma non riesce a percepire minimamente gli immani intrecci che si stagliano all’orizzonte.

Servono soluzioni pratiche e pragmatiche, invece che idealismi utopici o deliri da mondo ricco e sazio.

Questo è il compito che mi ha spinto a creare il sito di Equilibrium Network, insieme al mio collega Fabrizio, e i vari canali di supporto.

Sebbene molti non se rendano ancora pienamente conto, ma sotterraneamente e confusamente lo percepiscono, questo e il prossimo decennio cambieranno radicalmente il nostro mondo.

Scordiamoci gli anni ’60, ’80 o ’90. Non torneranno più.

I vecchi schemi non funzionano più.

Nuovi paradigmi stanno per emergere all’orizzonte.

Editoriale di Alessandro Leonardi

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