Una particolare forma di governo s'aggira per il mondo: la Tecnocrazia. Un sistema dove le leve del comando sono in mano a figure formate, selezionate e cooptate in nome della "competenza", per gestire al massimo dell'efficienza i vari aspetti della società. Questa architrave del potere è stata per lungo tempo sottovalutata, spesso ignorata, rispetto alla...
Da decenni si lanciano allarmi sulla crisi ambientale-climatica... Dibattiti, conferenze, incontri internazionali, petizioni, proteste, accordi globali... Ma giunti nell'anno 2021 il problema è più grave che mai. Dove abbiamo sbagliato? Cosa non ha funzionato negli ultimi 60 anni? É ancora possibile fermare l'emergenza climatica? É ancora possibile salvare la nostra civiltà? Per rispondere a queste...
Molti anni fa il mondo venne salvato da uno sconosciuto ufficiale sovietico: Vasilij Aleksandrovič Archipov. Un suo semplice "NO" evitò letteralmente la terza guerra mondiale e la morte di miliardi di persone. Questo episodio della Storia è stato largamente dimenticato, ma andrebbe ripescato in fretta e furia. Come monito. Perché la minaccia delle armi nucleari...
Stati Uniti, Cina, Unione Europea, Russia, India, etc. Il nuovo mondo multipolare vede la competizione di diverse Potenze per l'egemonia regionale e globale, con al centro lo scontro fra la prima superpotenza (U.S.A.) e la seconda (Cina). Una competizione serrata che si svolge in un contesto mai visto prima, con al centro un Sistema tecnologico...
Venti di crisi soffiano sul modello occidentale. Dopo decenni di declino, aumento delle disuguaglianze, svuotamento della democrazia sostanziale, affermazione di oligarchie disfunzionali, depotenziamento del modello politico di fronte al sistema finanziario globale e incapacità nel rilanciare il benessere per milioni di persone, alcuni iniziano a chiedersi se il modello della democrazia liberale sia ancora quello...
1 2 3 4

Chi Siamo


Equilibrium Network è un portale di analisi dedicato alle crisi del Sistema industriale-tecnologico

Continua QUI 

Articoli Recenti

Il futuro del Potere
Marzo 11, 2021
L’ultima battaglia planetaria
Gennaio 5, 2021

21 hours ago

Equilibrium Network
L'ALTROVEMentre in Occidente vanno avanti le discussioni sulle ristrutturazioni industriali, sul rilancio economico, su i nuovi "piani verdi" (di cui soprattutto l'Europa si fa promotrice,) con un ottimismo di facciata espresso dalle varie classi al comando, sarebbe bene prestare attenzione ad un particolare importante: lo sviluppo del resto del mondo.Nel grafico sotto potete vedere il mix energetico delle nazioni facenti parte del G20. Un mix decisamente poco "green", specialmente da parte di alcune delle potenze in via di sviluppo (India, Sud Africa, Indonesia, Messico, etc), compresa la seconda superpotenza mondiale (la Cina). Se anche l'Occidente dovesse miracolosamente far crollare le proprie emissioni con una transizione estremamente rapida, rimane l'enorme problema di centinaia e centinaia di milioni di persone che diventeranno classe media nei prossimi 10 anni, alimentando consumi, emissioni e inquinamento. Specialmente in nazioni dove la legislazione ambientale è molto carente (cosa che molte aziende occidentali hanno sfruttato, delocalizzando e inquinando a tutto spiano).Per rispondere a questo problema, le nazioni ricche avevano previsto un fondo da 100 miliardi di dollari annui a partire dal 2020, da destinare alla transizione dei Paesi più poveri. Obiettivo per ora mancato e assolutamente inadeguato.Purtroppo c'è un evidente conflitto internazionale: le nazioni ricche (Italia compresa) dopo aver inquinato per secoli e delocalizzato rifiuti e industrie, vogliono fare i piani green costringendo quelle emergenti ad adeguarsi. Al contrario, i Paesi in via di sviluppo, ormai in boom e autonomi, non vogliono fermare la loro crescita e pagare il conto mentre gli occidentali fanno gli splendidi. Un conflitto di potere, geopolitico ed economico, mentre in mezzo la crisi climatica si aggrava. Servirebbe un consenso internazionale e cooperazione a tutti i livelli. Ma il concetto di cooperazione si sposa male con le necessità di competizione insite nel nostro modello di sviluppo. Alla COP26 di novembre, invece di slogan e piani sulla carta, si dovrebbe rispondere a tre domande: come gestiamo lo sviluppo in classe media di miliardi di persone entro i prossimi 20 anni? Quale redistribuzione di risorse e da parte di chi concretamente? Con che tempistiche esatte nei prossimi 5/10 anni?Risposte che ben pochi vogliono dare. Alessandro Leonardi Fonte grafico: Ember climate ... See MoreSee Less
Guarda su Facebook

Ultimi articoli